lunedì 17 novembre 2014

Iguazù, in quest'attrazione ci si bagna!



Sono sempre stata attratta dal Sud America forse più di ogni altro paese. C'è chi da bambino voleva andare in Giappone, chi in Egitto a vedere le Piramidi o girare gli USA in motocicletta, il mio sogno era quello di andare nell'America Meridionale e più precisamente in Brasile. Un paio d'anni fa sono finalmente riuscita a organizzarmi e sono partita. Una specie di tour de force tra voli continentali e voli interni, ma ho toccato le principali mete che mi interessavano. Fra queste una sosta di due giorni alle Cascate di Iguazù ( o Iguaçu ) dal lato brasiliano e argentino.
Mentre organizzavo il viaggio ho avuto qualche dubbio se partire o meno per le Cataratas. Per arrivarci avrei dovuto prolungare il mio soggiorno in Brasile e per farlo prendere altri due aerei e pagare un altro soggiorno in hotel. Ecco, ripensandoci oggi, credo che quella di acquistare quel biglietto sia stata una delle migliori scelte della mia vita.
Volo da San Paulo a Iguazù quindi. La pista di atterraggio dell'aeroporto altro non era che un enorme e desolata distesa di terra rossastra - Ma dove siamo finiti ? - devo aver detto in quel mentre, ma in realtà avrei voluto gridare per l'emozione e la gioia - Che bello! Guarda dove siamo capitati! Siamo a Iguazù! -.
Abbiamo soggiornato all'Hotel Recanto Cataratas a Foz do Iguaçu, a pochi km dalle cascate. Hotel super confortevole che mi sento di consigliare per chi voglia riposarsi un po' dopo un lungo e estenuante viaggio. La città non ha molto da offrire e al suo centro abbiamo trovato  perlopiù negozi di elettrodomestici e churrascarias, ma le escursioni nel Parco Nazionale e l'abbondante cena in hotel ci hanno tenuti impegnati per tutta la durata del soggiorno.

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Il primo giorno abbiamo attraversato il confine nello stato di Misiones, in Argentina. Un trenino ci ha portati all'interno del parco e ci ha lasciati sulle passerelle di legno che lo percorrono. Natura incontaminata e tanta emozione fino all'arrivare alla pura euforia a la Garganta del Diablo. 



{ la prossima volta devo ricordarmi di girare l'iPhone quando devo fare un video! mannaggia a me!

Mi sono sentita piccola e impotente davanti al maestoso spettacolo della natura, tanto dall'arrivare a commuovermi. Per questo dico che un viaggio vale sempre la pena perché qualunque cosa accada lo si porterà un po' sempre dentro come una parte di noi e del nostro bagaglio.
Secondo giorno: lato brasiliano. Tutto molto bello e curato (senz'altro più panoramico del lato argentino, che però offre forse più emozione). Qui siamo stati accompagnati da una guida del parco originaria di Curitiba che ci ha raccontato un po' di più sulla fauna del luogo e sugli animali del parco. Mi sono innamorata dei Coati e volevo a tutti i costi portarmene a casa uno, tendano (con scarso successo) di infilarmene uno nello zainetto.

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Consigli di viaggio:
  • portatevi un cambio di vestiti sia che progettate un'escursione con il gommone, sia per scattare qualche foto a la Garganta del Diablo o con le cascate sullo sfondo. E occhio alla lente delle vostre macchinette fotografiche! In questa attrazione ci si bagna! Credetemi sulla parola.
  • Non soffermatevi solo sul lato brasiliano. Almeno mezza giornata è da dedicare all'altro versante.
  • Se volete acquistare qualche souvenir fatelo in Argentina. Lì c'è un negozietto che vende praticamente di tutto e a prezzi più bassi.

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